Il complesso di Villa Lattes è di proprietà del Comune di Istrana, che l’ha acquistato dal Comune di Treviso nel 2004 insieme ai terreni circostanti. Oltre al corpo principale, vi sono le due barchesse, un oratorio, altri edifici coevi ed un parco ornato da due statue del Marinali, da busti dei dodici Cesari.
La costruzione di Villa Lattes risale al 1715, ad opera dell’architetto Giorgio Massari, che ne divenne poi proprietario quando il committente Paolo Tamagnino. Dopo alcuni successivi passaggi di proprietà, Villa Lattes passò alla famiglia Lattes, a cui deve il nome e molti interventi che la riportarono agli antichi fasti. Bruno Lattes vi collocò inoltre la sua collezioni di opere e reperti di famiglia, tra cui quella di carillons ed automi.
La costruzione è a due piani, con la sala al centro che attraversa tutto il corpo di fabbrica, cui si aggiunge un terzo piano, limitato solo al corpo centrale, con foratura a trifora nel salone e timpano con due ali spioventi a motivi tardo barocchi. Ai lati del fabbricato vi sono le due barchesse, i cui portici sono impreziositi con opere, come la fontana dei Putti e la collezione di reperti, quali terrecotte e frammenti lapidei provenienti dai lavori di scavo del Canal Novo di Venezia, inseriti con i lavori del 1938.
Sul lato ovest si erge una bella chiesetta ancora adorna degli arredi e dotazioni d’epoca ed impreziosita da dipinti dell’Amigoni (“L’Immacolata” sull’altare e “Il Padre eterno in Gloria” sul soffitto) e da bassorilievi, tra cui quello attribuito a Giovanni Bonazza che raffigura Paolo Tamagnino. L'oratorio ha pianta ottagonale con fianchi allungati.
La villa ospita il Museo dei Carillon ed un Info Point turistico convenzionato.