L’autore dell'edificio è ancora sconosciuto, anche se Cevese alcuni anni fa fece cautamente il nome dell’architetto feltrino Antonio De Boni, in base ad alcuni riscontri stilistici con altre realizzazioni nel territorio. Al di là del problema dell’attribuzione, l’architettura della Villa Chilesotti-Fabris si distingue per l’ariosità delle proporzioni, per la limpidezza del partito architettonico, per la freschezza degli ornati.
Il complesso come si presenta oggi, piuttosto vasto, è in realtà il risultato dell’addizione di più corpi edilizi eretti in epoche successive.
Il corpo padronale della Villa fu senza dubbio eretto nel corso del Settecento anche se i caratteri, ispirati al classicismo di ascendenza neopalladiana della facciata principale, fanno ritenere che l’intervento architettonico più significativo sia stato compiuto sullo scorcio del secolo, probabilmente su preesistenti strutture barocche.
Oggi è sede dell’Associazione Villa Fabris Bene Comune, una rete che promuove i valori di bellezza e cura, del fare e di equità per un lavoro inclusivo.
La struttura è dotata di una guest house per l’accoglienza turistica con sei comode e silenziose stanze con bagno privato, aria condizionata e zona comune dotata di connessione wi-fi gratuita, macchina del caffé e forno a microonde.
Nel parco si svolgono spettacoli e la rassegna di cinema all’aperto.
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