Villa Zeno fu commissionata prima del 1566, quando risulta accatastata, dal patrizio veneziano Marco Zeno ad Andrea Palladio, che elenca il progetto nel Secondo Libro dell'Architettura. Il corpo centrale corrisponde abbastanza fedelmente al progetto palladiano fatta salva la mancanza sulla facciata delle tre finestre a lunetta, murate nel Settecento, e sostituite con due normali finestre rettangolari. Il ricorso ad alcuni elementi stilistici e distributivi tipicamente palladiani, quali la loggia a tre fornici su pilastri con coronamento a timpano, la finestra termale, il salone passante, accostano questa esperienza a precedenti opere del maestro, come Villa Saraceno e Villa Pisani a Bagnolo. Villa Zeno fa parte della lista del Patrimonio dell'Umanità UNESCO insieme alle altre 23 Ville Palladiane dal 1994. Nel 2014 si sono conclusi i lavori di restauro della villa.
Le ville a Cessalto: la più conosciuta è la villa palladiana Soranzo-Zeno in località Donegal, seguita da villa Bronzini, che svolgeva in origine la funzione di dogana, poi di residenza estiva e si ipotizza che sia stata costruita con le pietre del “castello dei castelli”. Villa Giusti, ora Giacomini, preziosa per gli affreschi della scuola del Veronese che abbelliscono le pareti del pianterreno; Villa Pisani, ora Casa Canonica, in fase di ristrutturazione; villa Contarini-Martinengo, oggi Zanasso, imponente complesso edilizio sorto, sembra, sulle rovine di un monastero, i cui monaci avrebbero bonificato buona parte delle terre circostanti ricoperte da fitta boscaglia; villa Melchiori, ex residenza dei patrizi Emo-Capodilista; villa Vio, fatta costruire ai margini del bosco S.Marco; villa Cristofoletti Storti, oggi De Rienzo e villa Gurian, già Storti, i cui annessi mulini, funzionanti fino a non molti anni fa, lasciarono posto ad un’elegante abitazione.