Corte Bova
Corte Bova 2

Corte Bova

Via Bova, 2 , Belfiore - 37050

Corte Bova fu fondata dalla famiglia Baldù, patrizi veneziani, che successivamente fece richiesta al Sovrintendente alle acque pubbliche di Venezia per derivare dal Fibbio un canale di irrigazione dotato di chiuse (è ancora esistente la cosiddetta Chiavica del Cristo) che consentissero l'utilizzo dell'acqua anche per tar funzionare le pale di una grande pila da riso, di cui si possono ancora vedere i resti, davanti alla corte, a cavallo del canale.

La corte disposta in una lunga teoria di fabbricati in asse est-ovest, mostra al centro il palazzo padronale, adiacente all'Oratorio della Santa Croce, con ai lati le barchesse con le case dei lavoranti e le boarie, ricoveri per gli animali (da cui deriva il nome in dialetto: la Boa). L'oratorio di Santa Croce presenta una singolare collocazione, rientrante rispetto alla linea delle barchesse, con un altissimo arco che ne permette l'accesso e che crea un utile portico.

Lo sviluppo della corte è strettamente legato alla coltivazione del riso che venne introdotto nella zona dai veneziani, i quali si specializzarono in questa emergente coltivazione con un controllo più accurato delle acque, predisponendo grandi aie di essiccazione, costruendo magazzini ed imbarcazioni da trasporto, ed approntando la nuova tecnologia, le famose pile per la lavorazione e la brillatura.

Nel periodo napoleonico la zona della Bova fu teatro di scontri tra i francesi che arrivavano dall'Adige, ma che furono respinti da truppe croate presenti tra le file degli austriaci. In seguito alle bonifiche effettuate tra Otto e Novecento, i terreni divennero più asciutti e permisero la coltivazione di cereali e ortaggi. Nel 1928 il lungimirante parroco di Belfiore, don Beniamino Bendinelli, ebbe notizia che negli Stati Uniti si stavano producendo mele in maniera intensiva e così ne acquistò mille piante dall'America, che sbarcarono al porto di Genova. Metà delle piante furono messe a dimora alla Bova e l'altra metà nei terreni adiacenti il Santuario della Madonna della Strà. Fu così che iniziò la tradizione agricola della mela che ancora oggi contraddistingue il paese di Belfiore.

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