A Thiene, troviamo il maestoso Duomo, risultato di un susseguirsi di costruzioni ed ampliamenti avvenuti durante la sua più che millenaria storia. Le sue vicende sono rintracciabili nelle relazioni pastorali dei Vescovi padovani ed attraverso le cronache dei provvedimenti degli Arcipreti.
Il Duomo di Thiene fa corpo con il Castello di Thiene ed insieme rappresentano il cuore della città.
La storia della chiesa di Thiene sicuramente comincia nel 917 quando, cappella di una modesta comunità, entra nella Diocesi di Padova.
La chiesa aumenta il suo prestigio e nel 1166 il nuovo vescovo di Padova Gerardo riaffida il Feudo, ed in particolare la Pieve, il castello e il borgo di Thiene, all’Arciprete Tisone e anche alla Comunità.
Nel 1488, l’allora Vescovo Pietro Barozzi, dopo la visita alla Pieve, nella sua relazione, indica le dimensioni, la forma, l’orientamento e altri particolari della chiesa. Da queste note se ne deduce la capienza (500 persone circa).
Nel 1625 la chiesa quattrocentesca è abbattuta “a furor di popolo” e ricostruita dall’allora arciprete Carlo Rizzi e dalla Comunità. L’edificio, consacrato nel 1746, si presenta con un’unica navata, un tetto a capanna concluso sulla facciata da un timpano ornato dalle statue di S. Maria Assunta e dei SS. Pietro e Paolo e dallo stemma di Thiene.
Tra il il 1792 e il 1796 l’architetto vicentino Ottone Calderari procede al restauro della chiesa; si ingrandisce il presbiterio, si erigono sei altari e si arricchisce la navata unica con un “soffitto alla ducale” che racchiude 15 preziose tele di artisti veneti che operarono tra il XVII e il XVIII secolo, fra le quali si segnalano l’Assunta di Giambattista Pittoni, un’Ascensione di Gregorio Lazzarini e una Presentazione al Tempio di Antonio Zanchi.
Nel 1904 iniziano i lavori affidati dall’Arciprete Giuseppe Flucco all’architetto thienese Claro Pasinati che progetta un Duomo imponente in stile neoclassico inglobante la navata unica della chiesa seicentesca col prezioso soffitto. Tra il 1911 e il 1915 si aggiungono le due navate laterali ma i lavori si interrompono a causa della prima Guerra Mondiale; il nuovo Arciprete Angelo Faccin prosegue con i lavori e nel 1924 si aggiungono il transetto leggermente aggettante ed un ampio presbiterio; tra il 1927 ed il 1930, sull’incrocio della navata mediana con il transetto, viene innalzata la cupola poggiata su otto colonne ioniche in marmo.
Il Duomo così ampliato venne solennemente inaugurato l’8 dicembre 1932. Il secondo conflitto mondiale interrompe i lavori che vengono ripresi dall’Arciprete Lino Pertile; tra il 1949 e il 1954 si porta a termine la facciata, si alza la navata mediana di oltre 4 metri, si ampliano le arcate di ingresso alla cupola e al presbiterio e l’interno viene inondato di luce ed il soffitto prezioso restaurato riappare nel suo splendore. Nel 1952 e nel 1963 vengono eseguiti degli affreschi sui pennacchi della cupola, sull’arco trionfale della navata mediana e sulla parete di fondo del presbiterio.