All’inizio del XIX secolo la villa è stata teatro di riunioni Carbonare, tanto che il 12 dicembre 1818 vi viene arrestato Antonio Villa, nipote di Francesco, carbonaro polesano, morto nel carcere dello Spielberg con il suo concittadino e amico Antonio Fortunato Oroboni.
Nel Palazzo, oggi di proprietà della famiglia Fanan, si trova la sede di una delle più importanti collezioni musicali private d’Italia.