L’opera è fonte di interesse non solo per quanto riguarda i protagonisti, ispirati al mito di Bacco, ma anche per le iscrizioni contenute entro quattro scudi dell’anello perimetrale.
In una di queste si legge: “Haec Poti Flammas – Temperet Unda Meri”, vale a dire “Quest’acqua che ondeggia mitighi l’ardore del vino bevuto”. La frase denuncia un carattere vagamente goliardico, tra l’avvertimento bonario ai bevitori di vino e il dotto divertimento nella citazione di Orazio. In definitiva la fontana costituisce insieme un monito alla moderazione nel bere e una celebrazione della tecnologia idraulica portata dal nuovo acquedotto inaugurato proprio nel 1911.