Successivamente, nel 1338, Marostica, anche se per qualche mese, cadde sotto il dominio di Sicco da Caldonazzo, ma poi ritornò in salde mani scaligere. Questi eventi spinsero di certo gli Scaligeri a pensare in termini nuovi le fortificazioni cittadine e nel corso del Trecento la incastellarono, dando corso all’edificazione della città murata, con i due Castelli, quello Inferiore e quello Superiore.
Il Castello Inferiore si presenta nella sua voluminosa struttura come un recinto merlato quadrangolare con un alto mastio. In gran parte è stato costruito utilizzando pietra locale arenaria e calcarea, con scarso uso di mattoni in cotto (materiale assai costoso). Due i ponti levatoi, sul fossato, a nord e a sud delle rispettive facciate. Sopra l’ingresso a sud vi era una bertesca, di recente ricostruzione.
Di particolare interesse sono i due loggiati interni, quello a pian terreno sostenuto da robusti pilastri in cotto, e quello superiore. Nello specifico, il Castello Inferiore si trasformò sempre più da Rocca a palazzo pubblico, quello del podestà o rettore che ivi risiedeva in età veneziana, amministrando la giustizia civile e sovrintendendo al buon governo della comunità. Nel Castello Inferiore si riuniva il Consiglio dei Trenta, il consiglio comunale dell’età veneziana. Ospitò inoltre le carceri dall’epoca veneziana fino ai primi decenni del Novecento.