Descritto come “luogo di delizia” nelle guide del secolo scorso, è l’unico esempio regionale di orto botanico indipendente dall’Università. Un’accogliente e ricca isola verde nel centro storico di Bassano realizzata da Alberto Parolini, nobile bassanese che partecipò attivamente alla cultura della città d’inizio Ottocento.
Fondamentale l’influenza di Giambattista Brocchi e, soprattutto, del viaggio a Londra, in cui si raccoglievano i più noti naturalisti dell’epoca e da cui si diffondeva rapidamente il gusto dei giardini paesaggistici inglesi.
Nel 1829 egli fa sapere di coltivare “3000 specie di piante diverse”; l’ultimo catalogo sarà redatto dalla figlia Antonietta e conterà 3200 specie differenti.
Nel 1929 il Giardino viene ceduto al Comune di Bassano che, nonostante gli interventi edilizi degli anni Cinquanta che ne tagliarono una parte, lo ritiene da sempre uno dei punti strategici della cultura cittadina. Al suo interno: il celebre Cedro del Libano, il Pinus Parolinii, in ricordo della specie scoperta dal Parolini stesso nel 1819 in Asia Minore, il Platanus Orientalis alto circa 30 metri, il Taxus Baccata detto anche “albero della morte”, il Cercis Siliquastrum la cui leggenda racconta che da un albero di questa specie si impiccò Giuda Iscariota, da cui il nome volgare di albero di Giuda.