Borgo San Marco

Borgo San Marco in bicicletta

Piazza Trieste, 15 , Montagnana - 35044

Un percorso campestre tra fede e archeologia.
Circondata da fertili campagne, che nel corso del tempo hanno restituito i reperti più significativi del periodo romano di Montagnana, la località di Borgo San Marco è raccolta attorno alla sua chiesa ottocentesca, dalla particolare e suggestiva pianta ovale.

Borgo San Marco è una località ad ovest del centro della città murata, al confine con le terre veronesi, sorto lungo la sponda destra dell’antico corso del fiume Adige. Come suggerisce il suo nome, il luogo rappresenta più di una frazione, guadagnando la dignità di un borgo, la cui identità ruota attorno all’antica chiesa dei SS. Marco e Daniele e si dipana lungo l’ampia via che lo attraversa. Per raggiungerlo si costeggiano fertili campagne, dalle quali provengono i reperti più significativi legati al periodo romano della città di Montagnana ed appartenenti ad abitazioni rustiche, che si presume fossero dislocate a punteggiare l’area in modo non preordinato. Parti di condutture, tessere musive, macine per cereali ed un frammento di meridiana ci regalano uno spaccato della vita a cavallo tra il I secolo a.C e d.C. Una serie di scavi, iniziati a seguito di fortuiti ritrovamenti durante la sistemazione dei fondi agricoli, ha restituito alla luce magnifici monumenti ed oggetti funerari oggi conservati presso il museo civico “A. Giacomelli”, come quelli appartenenti alla necropoli della Gens Vassidia, tra i quali spicca l’imponente e raffinata Stele di Postumulena Sabina. Quando sarai lungo la via centrale soffermati ad osservare la chiesa. L’edificio che puoi ammirare oggi risale al XIX secolo, ed è opera dell’architetto bresciano Rodolfo Vantini. Sorge sul luogo dove fin dal Medioevo esisteva una parrocchiale, riedificata a più riprese nel corso del tempo sino ad assumere la curiosa conformazione odierna, con una pianta di forma ovale piuttosto rara per le chiese di questo territorio. La tradizione popolare racconta che il campanile fu realizzato “coi ovi”, cioè grazie ai proventi che le giovani del luogo riuscivano a guadagnare vendendo le uova dei propri pollai, per finanziare così la sua costruzione. Proseguendo arriverai nei pressi di un antico monastero: è l’ex monastero di San Salvaro, sorto nel corso dell’XI secolo e retto dai monaci Agostiniani, poi sostituiti dai Camaldolesi. La semplice chiesa ospita un interessante affresco duecentesco, che raffigura Cristo Pantocratore. Ora costeggia il fiume Fratta, detto “La Rabiosa” per l’irruenza delle sue acque. Giungerai nei pressi di un incrocio con un’ampia e trafficata via ove guardando di fronte a te potrai scorgere il Castello di Bevilacqua, una fortezza trecentesca trasformata in villa nei secoli successivi. 

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