Sentiero 41 - Monti di Lonigo
Sentiero 41 dei Colli Berici
Sentiero 41 dei Colli Berici - Mappa

Sentiero 41 dei Colli Berici - Monti di Lonigo

Lonigo VI - 36045

Dati tecnici del sentiero:
Parcheggio auto: Castelgiuncoli, Poste, Viale della Vittoria, Spermercato Sma Simply
Punto di partenza a piedi: Piazza Garibaldi
Difficoltà tecnica: Percorso di facile percorrenza
Lunghezza del percorso: Km 8,5
Dislivello in salita e in discesa: m. 100 circa
Tempo di percorrenza: Ore 3 circa

Il percorso:
Partenza a piedi da Piazza Garibaldi. Si percorre via Garibaldi, che rappresenta ancora la struttura medievale dell'antico borgo all'interno dell'antico castello.
Si continua per via Ognibene, si attraversa la strada e ci si trova davanti all'entrata monumentale di Villa San Fermo. Si procede in salita per via Carlo Ridolfi. Dopo qualche decina di metri si gira a sinistra e si sale per via San Fermo; si avanza per una stradina ciottolata e, poco più avanti, si arriva all'entrata principale che porta all'interno della proprietà ed alla Villa San Fermo.
Ci si trova nel parco "Ai Cappuccini" di recente realizzazione.
Si imbocca la pista pedonale che segue la strada asfaltata. Alla prima curva si possono osservare affioramenti di rocce sedimentarie appartenenti al Priaboniano; poco più avanti, sulla destra, si passa vicino alla pista di skate-board per ragazzi e ad un piccolo anfiteatro all'aperto. Si salgono alcuni scalini in cemento, si tiene la sinistra e si imbocca una caratteristica scalinata in pietra tenera: si arriva così davanti all'entrata della chiesa di San Bonaventura, il convento dei Cappuccini e San Colomba, (fino a poco tempo fa la chiesa e il convento erano abbandonati, ora sono in fase di restauro).
Si va ancora avanti percorrendo la stradina pedonale e, dopo poco, posizionandosi sotto ad un grosso albero di Spaccasassi (Celtis australis) si può godere con lo sguardo la veduta della Rocca Pisana.
La villa si trova sul cucuzzolo del monte, quasi arrotondato, il cui profilo degrada dolcemente verso la pianura tra filari di siepi e terrazzamenti una volta coltivati. Si procede in un tratto piano, si passa davanti al cancello di entrata che conduce alla Rocca Pisana, con a fianco un capitello a nicchia incastrato nel muretto dell'arcone che ospita l'immagine della Madonna.
Si procede per pochi metri e lo sguardo spazia maestoso verso il piano alluvionale sottostante; più in là il territorio della Lessinia vicentina e veronese, sullo sfondo da sinistra a destra i rilievi montuosi del Monte Baldo, del monte Carega, del Sengio Alto, del Pasubio, del Monte Novegno, della Pria Forà, dell'Altipiano dei Sette Comuni (Asiago) e, più a destra, del Monte Grappa.
Si prosegue fino alla curva a destra: a sinistra si trova casa Dal Grande in località Cenghia. Sulla parete dell'abitazione affacciata alla strada si vede incastonata uno croce in legno, messa lì dalla famiglia Dal Grande per proteggere lo casa dai disastrosi bombardamenti alleati nel corso del 1944. Il crocefisso ebbe il suo effetto: l'abitazione ne uscì senza danni. Dopo la curva si prosegue dritti ancora per strada asfaltata, aggirando il monte della Rocca.
Poco più avanti, al capitello eretto dalla famiglia Pasqualotto si gira a sinistra e subito ancora a sinistra e per un sentiero si penetra in un bel bosco ceduo di carpino nero (Ostrya corpinifoglia).
Si percorre la strada sterrata in salita, si supera la curva a destra e subito a sinistra si può vedere una dolina di piccole dimensioni.
Si prosegue ora diritti, abbandonando la strada sterrata e percorrendo una capezzagna che porta ad un palazzo. Arrivati davanti a questo edificio, si possono osservare il vecchio pozzo, la parte esterna dell'edificio e le strutture adiacenti.
Da questo punto si procede verso sinistra rispetto al percorso di arrivo percorrendo una stradina di compagna pressoché in piano in un ambiente bello e rilassante. Dopo una curva sulla destra, si sale un po' e poco dopo si incrocia una strada a fondo naturale di roccia che collega le Balestre al Monte Bandiera. Qui si possono fare alcune osservazioni sulla flora spontanea a carattere mediterraneo.
Si tiene la destra, si scende per qualche metro e si prosegue pressoché in piano.
Un po' più avanti si arriva alle Cà Longhe (accorpamento di abitazioni, annessi rustici e altri manufatti, da poco restaurati).
Si prosegue oltre per strada sterrata, si penetra in un bosco e poco dopo si arriva allo strada che collega la località Acque al Buso dello Giaretta. Si attraversa la strada, si prende la strada sterrata di sinistra che prosegue fino ad arrivare a contrà Sandri al Monte Bandiera. Il fabbricato è di modeste dimensioni, completo e funzionale. Superata contrà Sandri, si procede in discesa e, poco dopo, sulla destra, prima di arrivare alla contrà Trestini Soldà si può vedere un caratteristico pozzo coperto costruito dai residenti all'inizio del Novecento. Pochi metri più in basso la caratteristica contrà Trestini Soldà, da poco restaurata.
Dalla parte opposta rispetto alla contrà, adiacente alla strada sono ben visibili affioramenti di tufite. Prestando attenzione, appena superata la contrà Trestini Soldà si gira a destra (tabella sentiero 41) e si procede ai margini del vigneto, fino arrivare ad una radura.
La si supera, si incrocia un sentiero, lo si percorre verso sinistra e subito dopo a destra. Poco più avanti si arriva alla contrà di via Monte Bandiera.
Dopo una breve sosta per l’osservazione del complesso architettonico, si va avanti percorrendo la strada sterrata e, dopo una curva sulla sinistra, si arriva all'incrocio con la strada che collega le località Acque e Botteghino. Si gira a destra, si prosegue per strada asfaltata. Poco più avanti si gira a destra e, dopo una ventina di metri, si arriva alla fontana delle Acque di Lonigo.
Si prosegue per un po' in salita e, prima del tornante, si gira a sinistra e si scende per via Scaranto Sordina. A sinistra, un po' più in basso, si intuisce l'area di una vecchia cava di argilla ora bonificata con apporto di terreno fertile. Si percorre quindi una stradina un po' dissestata a fondo naturale di roccia, dove affiorano brecce vulcaniche inglobate nella tufite.
Variante: percorrendo una stradina sulla sinistra poco visibile si sale al Monte Oselliera dove nel 1913 è stata issata una croce, prima in legno e poi sostituita in ferro a ricordo dell'editto di Costantino che nel 313 liberalizzava il culto cristiano.
Ritornati sulla stradina di via Scaranto Sordina, si continua a scendere fino ad incrociare la strada che da Lonigo sale alla località Acque. Si attraversa la strada e si prosegue diritti fino ad arrivare al Convento di San Daniele; qui si consiglia una visita alla chiesa. Dal piazzale della chiesa di San Daniele, si può ammirare la Rocca Pisana, Villa San Fermo con la chiesa e il convento dei Cappuccini e il Corrubbio.
Si prosegue per la strada principale, si passa davanti al capitello di Sant’Antonio, si scende un po’ e si percorre via San Daniele, zona residenziale costruita negli anni 1955-60.
A metà della via, sulla destra, c’è un capitello a edicola, con all’interno un crocifisso e due statue lignee. Si procede, si supera via San Francesco, si gira a sinistra e si entra nuovamente in centro storico.

Per maggiori informazioni: https://www.visitterredelgua.it/natura-e-sport/sentiero-41-monti-di-lonigo/#percorso41



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