Un ettaro di patrimonio verde, con oltre 2.500 piante, tra cipressi, ulivi e vecchi alberi da frutto, l'orto, la vasca delle ninfee, le specie aromatiche e un pergolato lungo 400 metri avvolto da viti, rose rampicanti, glicini, bignonie. È il tesoro sconosciuto della Giudecca, incastonato nell'area del convento della chiesa del Redentore, concepita dal grande architetto del Rinascimento veneziano Andrea Palladio per volere della Serenissima e affidata ai Frati Minori Cappuccini.
Se per cinque secoli l'Orto giardino del Redentore è stato sempre ad uso esclusivo del convento, ora, per la prima volta nella sua storia, è accessibile al pubblico tutto l'anno, dal giovedì al sabato, grazie ad un complesso restauro promosso e realizzato da Venice Gardens Foundation, cui si deve già il recupero dei Giardini Reali di Venezia.
Anche questo verde lembo nascosto è stato compromesso dalla “acqua granda” del novembre 2019, una marea eccezionale che, raggiungendo i 187 centimetri, ha sommerso e devastato la città di Venezia. Oggi ha ritrovato la sua grande bellezza, dopo il restauro botanico su disegno di Paolo Pejrone, giardiniere e architetto paesaggista di fama internazionale, e il recupero delle antiche officine e della serra, ripristinati rispettando lo spirito del luogo. Tutto qui è all'insegna della sostenibilità. Il giardino è concepito per accogliere uccelli e api, per coltivare e produrre ortaggi, frutta, miele, olio, per ottenere energie rinnovabili e riciclare scarti organici.
L’Orto giardino vero e proprio, preceduto dal primo cortile che si incontra entrando nel complesso conventuale, è scandito da una serie di sentieri ortogonali che ripartiscono le diverse coltivazioni. Bordure fiorite e profumate, composte da specie mediterranee come lavande, salvie, elicrisi, fiancheggiano i camminamenti dov’è facile incontrare anche viole e fragole. Gli ortaggi si alternano alle erbe aromatiche (salvie e rosmarini) e medicinali (malve, camomille, verbene e valeriane). Al centro domina la vasca d’acqua animata dai fiori di loto e dalle ninfee, mentre lungo il muro esposto a sud s’incontrano le piante da fiore destinate ad ornare gli altari della chiesa tra cui rose, gigli, zinnie e dalie. Altri alberi sono stati messi a dimora, per integrare il frutteto e il grande uliveto esistente e per creare delle piacevoli soste ombreggiate lungo i camminamenti: amareni, cachi, fichi, mandorli, melograni.
A delimitare l’orto a sud sono le antiche fabbriche di servizio, funzionali al buon andamento del convento: la falegnameria, l’officina, il lanificio dove venivano confezionati i sai, e i luoghi adibiti alla preparazione del liquore chiamato mistrà. Oggi si presentano come nuovi spazi espositivi e ospitano anche il frantoio per la spremitura delle olive e la sala di smielatura. Accanto, si trovano la Cappella della meditazione, luogo di silenzio e di pace, e il Caffè fronte laguna gestito da illycaffè dove si servono piatti con i prodotti dell’orto.
Quando si avvicina il tramonto, la meta irrinunciabile è un ulteriore piccolo giardino appartato e ombroso in riva alla laguna, protetto dalle chiome sempreverdi dei pitosfori e degli ulivi. Qui lo sguardo si perde sulla distesa d'acqua.
Biglietti
- Intero 12 euro – Ridotto 6 euro: residenti, bambini dai 6 ai 12 anni, soci FAI.
- Gratuito: ecclesiastici, ICOM, bambini fino ai 5 anni, persone con disabilità con un accompagnatore, guide turistiche abilitate in Italia che accompagnino gruppi o visitatori individuali.
- Tessera annua residenti: 30 euro
Per informazioni: www.venicegardensfoundation.org