Dante citò quest'area nella Divina Commedia (Paradiso, IX, 49), come il luogo “dove Sile e Cagnan s’accompagna”. Anche il sommo poeta quindi, durante uno o più soggiorni a Treviso, si era accorto della diversa colorazione delle acque del fiume e del canale, che per un certo tratto scorrono vicini prima di mischiarsi.
Nel 1865, in occasione del sesto centenario della nascita del sommo poeta, il ponte cambiò il nome in Ponte Dante e sopra vi fu innalzata una stele in marmo di Carrara in suo onore, opera dello scultore Luigi Borro.