L’elegante e neoclassica chiesa di San Biagio, per come si presenta oggi, risale all’Ottocento ma è presente un oratorio dedicato a San Biagio a Lendinara fin da Duecento, quando ad esso era annesso il convento degli Umiliati. La reggenza passò poi ai frati gerolimini (o fiesolani) e in seguito ai francescani zoccolanti.
Nel 1786 divenne chiesa arcipretale e venne restaurata dall’architetto lendinarese Don Giacomo Baccari che, con la sua maestria, la trasformò in un magnifico esempio di architettura palladiana.
La facciata della Chiesa è caratterizzata dalle quattro colonne del pronao che sostengono il frontone decorato da due statue ai vertici. Le due ali laterali sono delimitate da ampie arcate a pieno centro. Da una di queste si erge il campanile risalente al sec. XVII. L’interno è diviso in tre navate e modulato da imponenti colonne. Gli altari laterali sono decorati con pale di autori quali: Lazzarini, Zanchi e dal tardomanierista Andrea Vicentino; l’altare maggiore contiene sculture di artisti lendinaresi.
La chiesa è dedicata a San Biagio, vescovo e martire, che si festeggia il 3 febbraio con celebrazioni religiose, bacio della preziosa reliquia, e la benedizione , mediante due candele incrociate, delle arance e della gola in quanto il Santo è invocato per i mali di questa parte del corpo.