L'origine della chiesa risale all'inizio del XVI secolo ed è legata alla nascita dell' Ospedale di Sant'Antonio Abate per volontà di Giovanni, Marco e Marsilio Casalini. Di questo primo periodo sono gli altari dedicati a Sant'Antonio Abate e quello dei SS. Lucia, Sebastiano e Rocco. Nel 1542 l'intero complesso fu ceduto ai Conventuali Domenicani che lo trasformarono in un convento; successivamente, nel corso della prima metà del 1600 furono realizzati il coro, l'altare dedicato a San Liberale e una cappella dedicata a Sant'Antonio Abate collocata di fronte a quella della famiglia Casalini.
Abbandonati nel 1770, il convento e la chiesa furono incamerati dal demanio; il convento fu trasformato in caserma fino al 1857 e poi demolito per lasciare posto al mercato coperto, mentre la chiesa fu riaperta al culto.
La sua particolarità consiste nell'avere un unico propsetto laterale visibile dall'esterno, che di fatto ne rappresenta la facciata.