S. Martino

Chiesetta di San Martino

Via San Martino , Schio - 36015

E’ probabile che la chiesa di San Martino sia stata costruita sulle fondamenta di un tempietto pagano dedicato alle Ninfe, come testimoniato in un’ iscrizione risalente al IV secolo.

La prima edificazione come tempio cristiano risale al VII secolo e poi fu eseguita una ricostruzione intorno all’ anno mille.
1185 è l’ anno a cui risale la prima menzione documentata della chiesa che è considerata la più antica dell’ alto vicentino.
Appartiene alle famiglia Clementi dal 1810, anno in cui a causa della soppressione napoleonica fu liberata dal priorato che ospitava.
Dal 1985 è diventata un luogo di culto mariano, in seguito alle presunte apparizione denunciate da Renato Baron (un tempo custode della chiesa).
La chiesa ufficiale non ha mai completamente appoggiato tali fenomeni, assumendo sempre un atteggiamento prudente al riguardo.

Ha una struttura semplice e in prossimità si trova l’ antico campanile.
Presenta una conformazione a capanna e la facciata ha solo un portale d’ accesso, fiancheggiato da una lapide che riassume la storia della chiesa.
L’antico intonaco lascia vedere i resti delle sobrie decorazioni.
Il muro rettilineo di fondo propone delle finestrelle romaniche.
el campanile, in stile romanico, è custodita un’ antica campana che risale al 1492.
L’interno della chiesa è caratterizzato da un soffitto a capriate lignee e una statua della Madonna del Rosario, opera di Romano Cremasco del 1940.
Sono inoltre visibili tracce della formazione dell’ abside primitivo ai lati dell’ altare.

E' conservata una copia dell’ epigrafe romana, originariamente qui collocata e oggi custodita nel Museo natualistico archologico di Vicenza, con scritto: NYMPHIS LYMPHISQ(UE) / AUGUSTIS OB REDITUM / AQUARUM / P(UBLIUS) POMPONIUS / CORNELIANUS / C(LARISSIMUS) I(UVENIS) / UT VOVIT (traduzione: Alle sacre ninfe e alle linfe per il ritorno delle acque. Publio Pomponio Corneliano, giovane dell'ordine senatorio, offrì in voto).

L’ elemento di maggiore interesse della chiesa sono gli affreschi posti sulla parete alle spalle dell’ altare, risalenti alla fine del Trecento/inizi Quattrocento di autore ignoto ma ben conservati. Tra le raffigurazioni spiccano Gesù Cristo crocifisso, San Martino, La Madonna del latte e La Madonna ante partum.
Gli affreschi presentano affinità con quelli presenti nella chiesa di Santa Maria Maddalena di San Vito di Leguzzano e con quelli che ornavano le pareti esterne dell’ antica chiesa di Magrè, distrutta nel 1945.

Essendo di proprietà privata, risulta piuttosto difficile visitare il suo interno.

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