L’isola di San Domenico, piccola e suggestiva nella laguna nord-est di Chioggia, ospita dal XIII secolo un convento e la chiesa dei Domenicani, sorta nel 1287 su un terreno già dei Benedettini e completata nel 1291 in stile romanico, poi ricostruita tra il 1745 e il 1762 su progetto di Pietro Pelli.
Nell’altare maggiore si trova un imponente Crocifisso ligneo — alto circa 4,87 m, largo 3,50 m e pesante circa 180 kg — datato alla metà del XIV secolo e realizzato su un unico blocco di legno di salice con croce in abete; è avvolto da leggende che ne narrano il recupero da un naufragio, un evento interpretato come prodigioso dai frati domenicani e dai pescatori locali.
Ogni anno la devozione resta viva: numerosi ex‑voto, le “tolèle”, raccontano grazie ricevute in mare o in terra, testimonianza del legame tra spiritualità popolare e religiosità dei confratelli.
I frati o il clero diocesano che oggi gestiscono il santuario conservano quella spiritualità di accoglienza e preghiera che contraddistingue la comunità religiosa locale e il suo ministero rivolto anche ai pescatori: per costoro il Cristo ligneo è simbolo di salvezza e porto sicuro nei pericoli della vita lagunare.
L’atmosfera sull’isola è sospesa, fatta di silenzio, riflessione e fede viva.