Il nome Paradiso in questo contesto trae origine dall’area cimiteriale un tempo a ridosso del Duomo: su di essa sorse l’omonimo Oratorio, richiamato anche nel titolo dell’attuale sala superiore, ora nucleo centrale del nuovo Museo.
A partire dalla storia dell’insigne Collegiata che per secoli amministrò il Duomo e i suoi beni, il percorso vuole essere un’introduzione alla storia devozionale e religiosa della città capoluogo della Saccisica, attraverso la testimonianza di opere quali il grande telero con la Processione del Santissimo Sacramento, le pale d’altare che insieme a quelle ancora conservate in Duomo e nelle chiese sussidiarie documentano la devozione alla Vergine e ai santi, le piccole tavole destinate alla devozione privata, il “Tesoro” custodito all’interno di un armadio in sacrestia.
Nell'adiacente “Chiesuola”, che accoglie alcune tele provenienti dalla chiesa di San Francesco, la memoria dell’antica fondazione sopravvive nel brano ad affresco di scuola giottesca con la Dormitio Virginis, testimonianza di un linguaggio artistico padovano che nel Trecento si afferma proprio in questo territorio, dominato dai Carraresi come testimonia ancora la torre nella piazza antistante.
La storia dei secoli precedenti, che ha per protagonisti i vescovi di Padova feudatari di queste terre a partire dal IX secolo e che vede la costruzione della nuova pieve di San Martino nell’XI secolo, sarà raccontata nella sezione del Museo di prossima realizzazione.
Tra i pezzi di assoluto interesse ci sono: la pala di San Francesco di Paola di Giambattista Tiepolo, preziosi reliquiari, un grandissimo telero con la Processione del Santissimo Sacramento attribuito ad Andrea Michieli detto il Vicentino (Vicenza 1542-Venezia 1618), e ancora pale d’altare, suppellettili, arredi sacri.