L’edificio individuato nei catasti storici ottocenteschi come «Casa Grande» (palazzo padronale) è stato per circa un secolo e mezzo sede di istituzioni scolastiche. La costruzione aveva pianta «veneziana» con salone passante illuminato da una bella pentafora centrale. La presenza di un edificio su questo sito è documentata in un disegno del 1726, come costruzione ad un piano finestrato sul pian terreno porticato. È quindi difficile datare con precisione questo bel palazzo probabilmente frutto di interventi diversi, considerata anche la disomogeneità dei materiali impiegati. Gli elementi più interessanti della facciata sono le finestre trilobate del piano nobile, con fregi di gusto tardo gotico in pietra arenaria e capitelli e colonnine in pietra d’Istria, incorniciate nella polifora centrale da una cornice dentellata. Un elegante lavoro di traforo è costituito inoltre dalla balaustrata marmorea. Probabilmente le cornici e i fregi in pietra di questa facciata provengono da un altro edificio medievale, oggi distrutto. Si può supporre quindi che in origine si trattasse solo di una struttura porticata e che il palazzo abbia assunto l’attuale aspetto neogotico nel XIX secolo.
L’archivio comunale conserva un bellissimo disegno della facciata (non firmato), le cui decorazioni medievaleggianti fanno pensare ad un progetto di restauro ambizioso, non ultimato per mancanza di fondi.
Nell’anno 1877 ne divenne proprietario Abbondio Valeri figlio di Giammaria e padre del pittore Ugo Valeri e del poeta Diego Valeri, il quale procederà alla definitiva alienazione al Comune di Piove di Sacco nell’anno 1881.
Abbondio Valeri si trasferì a Padova nel 1887 poco dopo la nascita di Diego, può essere che in quei sei anni, lasciato il Palazzo, avesse abitato proprio l’attuale casa Fabris. Dall’atto di compravendita si evince che Abbondio Valeri vende il Palazzo al Comune di Piove di Sacco per convenuto prezzo di Lire 30.000. Il Ministero della Pubblica Istruzione deliberò di concedere al Comune di Piove di Sacco un supporto di Lire 10.000 per le spese per l’acquisto e riduzione a Scuole Maschili urbane.