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Palazzo Jappelli

via G. Garibaldi, 40 , Piove di Sacco - 35028

Il prospetto principale è cadenzato dai fori delle finestre e dalle arcate al pianterreno.
La facciata allarga leggermente la prospettiva verso la piazza principale formando uno spazio pubblico dove spicca in blocco compatto e regolare. L'elegante atrio è costituito da un salone passante con colonne che riprendono il ritmo di facciata.
Salendo lo scalone a destra si raggiunge il piano nobile dove sono gli ambienti di rappresentanza: la Sala della Magnifica Comunità o Sala del Consiglio, la Sala dei Melograni (ufficio del Sindaco) e l'ufficio del Segretario generale.

In questo piano troviamo concentrate una notevole quantità di opere tra cui la raccolta di quadri di pittori tuttora attivi e in particolare artisti locali, che si articola lungo il corridoio che dà accesso agli uffici amministrativi, sulle pareti dei vani scala secondari e nell'ufficio Messi comunali.

Nella Sala del Consiglio, entro grandi cornici in stucco sono poste quattro tele realizzate nel 1994 dalle pittrici Gabrie Pittarello e Marina Ziggiotti e dai pittori Mario Pastore e Ottorino Stefani in seguito ad un concorso bandito dall'Amministrazione Comunale.
Nello stesso ambiente sono collocate altre opere di notevole interesse: un Crocifisso ligneo trecentesco rinvenuto nella torre civica; un bassorilievo in pietra raffigurante San Martino e il povero (stemma del Comune); alcuni ritratti opera del pittore Giuseppe Mastellaro e altre opere del padovano Leo Borghi e ancora quadri della Pittarello e un plastico che rappresenta una ricostruzione - in chiave artistica - della Piove medievale, realizzata dall'artista piovese Mario Salmaso.
Nell'attigua Sala Melograni un'intera parete è occupata dalla grande tela che costituiva il sipario del Teatro Filarmonico dov'è rappresentato l'Ingresso delle truppe italiane in Piove di Sacco; si tratta dell'unica opera di grandi dimensioni realizzata dal pittore Alessio Valerio (Piove di Sacco1831 – Padova 1922). Sulla parete di sinistra (guardando il sipario) è interessante la raccolta degli stemmi della città di Piove di Sacco: un grande San Martino  settecentesco realizzato ad intaglio ligneo proveniente dalla torre civica; sempre ad intaglio (sopra la porta) lo stemma policromo con le tre melagrane (allusione alla fertilità della terra), in origine simbolo del patrizio veneto Michele Battaglia, uno dei podestà di Piove, e assunto dai francesi per sostituire quello originale di significato troppo esplicitamente religioso; al periodo fascista risale chiaramente il disegno con l'emblema delle tre melagrane a cui è stato aggiunto il fascio littorio.
Nella stessa stanza si trova anche la mappa del 1747 che, come si accennava all'inizio, in una rappresentazione del centro della città, mostra anche la facciata dell'antico Palazzo Pubblico.
Anche una serie di ritratti arricchiscono le pareti di questa stanza, sono realizzati a matita o pastello su carta e sono opera di un altro insigne pittore
locale ottocentesco, Oreste da Molin (Piove di Sacco 1856 - Padova 1921), cui appartengono anche alcune tele e disegni situati nell'ufficio del Segretario Generale.
In quest'ultimo ambiente meritano anche di essere segnalati i tre quadretti che riproducono le tre torri, oggi purtroppo distrutte, che costituivano le porte d'accesso alla città medievale. Infine, opere del pittore Giovanni Soranzo sono ospitate nell'ufficio degli Assessori.
Originariamente l'edificio municipale, una delle prime opere che Jappelli, architetto e Ingegnere provinciale, realizzò al servizio della pubblica amministrazione, ospitava oltre alla Prefettura, alla Cancelleria Censuaria, al Corpo di Guardia, anche ben dieci negozi, alcuni magazzini, le carceri e l'appartamento per il custode delle carceri.
Nel catasto austriaco l'immobile, di proprietà comunale, viene così descritto: “porzione di casa civile con botteghe; porzione di casa civile al primo piano, al piano superiore uffici della Deputazione Comunale”.
Attualmente, come si è detto all'inizio, lo stabile è totalmente occupato dagli uffici comunali, ma fino a qualche anno fa il pian terreno accoglieva ancora alcuni negozi e l'ufficio postale.
Nell’aiuola di fronte al Municipio è posto inoltre un piedistallo porta bandiera in pietra d'Istria sul quale sono ancora leggibili la data, 1591, lo stemma piovese con il San Martino e lo stemma del podestà Pandolfo Malatesta.

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