La valle da pesca è un ambiente salmastro dove l'afflusso di acqua dolce e salata è regolato artificialmente da chiaviche (chiuse).
Opera dell'uomo, la valle da pesca è un allevamento di pesca estensivo, dove il pesce s'accresce in modo naturale nell'arco di tre, quattro anni. La parola "valle" deriva dal latino vallum, gli argini costruiti per delimitare queste aree. Per catturare il pesce da immettere in valle si attende il periodo della "montata", quando d'estate il pesce novello entra dal mare nelle lagune perchè vi trova maggiore nutrimento e acque più calde. Reti poste nei punti di passaggio consentono ottime catture, un sistema già sfruttato dai Romani, che chiamavano le valli piscinae piscariae.
Oltre che per la bellezza del paesaggio, l'ambiente vallivo si caratterizza per le tipiche costruzioni: il "cason de vale", con il grande camino semicircolare, dimora del proprietario e ricovero dei guardiani; il "casonetto", locale adibito al ricovero degli attrezzi e la "cavana", luogo coperto dove si ormeggiano le barche.
Valle Boccavecchia, Canelle, Spolverina, Morosina, Segà, Passarella, Capitania, Veniera, Sagreda, Pozzatini sono valli di Rosolina che si incontrano lungo via delle Valli Nord.