Une delle meraviglie di Rosolina è l'acqua, quella salmastra della Laguna di Caleri, uno scrigno prezioso in termini di biodiversità, con decine di specie di uccelli che scrutano il movimento dell'acqua per catturare, con voli acrobatici, i piccoli pesci di cui si nutrono, con le barene coperte da limonio e salicornia ma al tempo stesso la laguna di Caleri è un forziere per i "contadini del mare", quei pescatori che ogni giorno non appena si alza il sole vanno a raccogliere le vongole che hanno seminato negli "orti di mare", un'economia sorprendente e diffusa che occupa migliaia di addetti.
Una laguna delimitata in gran parte dalla via delle valli, una strada che oltre alla natura del Delta mette in risalto la capacità dell'uomo di trovare risorse economiche sostenibili costruendo quell'ambiente: la valle da pesca che sembra l'apologia della natura ma che è figlia indiscussa delle mani dell'uomo. Il vallicultore chiude con argini, i vallum latini, le vecchie lagune e sfrutta questo ambiente per allevare il pesce, seminando gli avannotti e "chiamando" il pesce al lavoriero attraverso il colauro quando è adulto. Da secoli ormai mostra la sua abilità di pescatore in campagna, mostra in ogni stagione come riesce a "coltivare l'acqua" e mostra soprattutto i gioielli di architettura e di saperi dell'acqua che sono: i casoni di valle, le cavane e i colauri.