Risalente al Settecento, la villa fu abitata dai conti Velo finché nella prima metà dell’Ottocento passò a Giuseppina Lampertico, moglie del conte Angelo Valmarana. Nel 1980 fu ceduta alla famiglia Ciscato, proprietari della Foc Ciscato Spa che da oltre cent’anni si occupa di forgiatura.
Villa Valmarana Ciscato subì due importanti interventi architettonici: il primo nell’Ottocento per opera di Antonio Caregaro Negrin e l’altro nel 1925, a seguito di alcuni danneggiamenti subiti durante la prima guerra mondiale.
Del complesso fa parte anche la piccola chiesa di S. Antonio, progettata dall’architetto Antonio Pizzocaro.
Antonio Fogazzaro, che amava il posto così tanto da farsi costruire Villa Montanina, aveva sposato la figlia dei conti Valmarana, Margherita. Qui, nel 1885, scrisse e ambientò il Daniele Cortis, trasformando Velo d’Astico in Villascura e Villa Valmarana in Villa Carrè.
Oggi la villa è disabitata. Rimane la caratteristica sala a crociera che si apre in un belvedere rivolto ai quattro punti cardinali: sulla pianura vicentina, verso le pendici del Summano, sul Priaforà e verso il Cengio. Sulla facciata è ancora presente lo stemma dei conti Velo.
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