La lunga storia del Museo è anche la testimonianza di una vittoria in un percorso tutt’altro che facile, tra lunghe assenze e miracolose rinascite.
Il dramma delle due Guerre lascerà gravi e profonde ferite strutturali ma sempre vivo il sogno di donare alla città la sua identità e il suo volto più bello. Il 1952 segna l’anno di una prima rinascita con la riapertura degli spazi su progetto e allestimento di Forlati, Muraro e Coletti e il 1959 vede l’ampliamento a sede della raccolta comunale d'arte moderna.
Nuovi problemi emergeranno nel corso degli anni a seguire, fino alla chiusura per inagibilità nel 2003 che avvierà il più importante progetto di ristrutturazione e riallestimento mai pensato per questi spazi. Un lungo e radicale intervento architettonico e strutturale su progetto di Studiomas Architetti e di Heinz Tesar che, con un’applauditissima cerimonia cittadina, il 29 ottobre del 2015 ha riconsegnato alla città un altro gioiello del suo articolato e prezioso patrimonio civico. Una facciata completamente ripensata nel suo elegante rigore, in dialogo con il tessuto urbano che la accoglie, ci invita ad entrare e a lasciarci coinvolgere, conducendoci a conoscere i suoi tanti racconti e importanti protagonisti.
Oggi, la splendida Galleria del Novecento, con circa 340 opere dal secondo Ottocento fino alla prima metà del Novecento, accoglie il visitatore con i capolavori del grande artista trevigiano Arturo Martini (Treviso1889 – Milano 1947), offrendo una straordinaria unicità della sua poetica.