La costruzione della Chiesa di San Nicolò iniziò nel 1303, quando Fra’ Nicolò Boccassino, diventato Papa Benedetto XI, secondo tradizione donò 70.000 fiorini d’oro. Occupata dai francesi e destinata a magazzino a fine '700, fu completata intorno al 1858. Lo stile è di passaggio tra il romanico ed il gotico, con pianta a croce latina, tre navate e cappelle absidali.
Le dodici colonne furono decorate ad affresco nel ‘300 da pittori locali e non. La più nota è quella affrescata da Tomaso da Modena intorno al 1352, rappresentando quattro santi: San Romualdo seduto su una scrivania, con i donatori inginocchiati; Sant’Agnese e San Giovanni Battista; San Gerolamo nello studio.
Nella navata destra attira l’attenzione il San Cristoforo affrescato da Antonio da Treviso intorno al 1410. Accanto c’è la porta della Sacrestia, che ospita una bellissima Annunciazione con Cristo e San Nicolò, risalente alla metà del XIV secolo. L’Organo, ancora funzionante, fu costruito da Gaetano Callido (1778-79) e le portelle dipinte da Jacopo Lauro (1600 circa) con Storie del Beato Benedetto XI.
Nell’abside della Cappella maggiore è collocata la pala della Madonna in trono con angelo musicante e santi, iniziata da Fra’ Marco Pensaben, il “Maraveia”, e terminata da Gerolamo Savoldo nel 1521. Sulla parete si ammira il rinascimentale Monumento funebre di Agostino Onigo. L’altare maggiore mostra l'Ultima cena (Antonio Burini, 1666), attraverso un intarsio di madreperla e marmi.