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In barca a remi dalle Porte Contarine al Portello

Navigazione lungo il “Canale del Piovego”, il principale corso d’acqua della città, a bordo di una "Caorlina", imbarcazione a remi sospinta da esperti vogatori della Scuola Voga Veneta Zonca.
Ci si imbarca nel mandracchio di valle della Conca delle Porte Contarine e si sottopassa il monumentale Ponte del Corso del Popolo, costeggiando i Giardini dell’Arena Romana, i viali della cittadella universitaria, per giungere presso il Portello, antico porto fluviale.

Accanto al Ponte di Corso del Popolo si erge il Bastione dell’Arena, struttura difensiva cinquecentesca eretta a difesa dello snodo fluviale delle Porte Contarine, nella cui sommità si colloca una propaggine dei Giardini pubblici realizzati nei primi del ‘900.
Accanto, i resti dell’antica Arena Romana e la Cappella degli Scrovegni contenente il ciclo di affreschi di Giotto.

Nel '500 a Padova, per meglio assorbire i colpi dell’artiglieria, le vecchie mura carraresi vennero abbattute e con il materiale recuperato si costruirono le nuove muraglie, più basse, più spesse, rinforzate all’interno con terrapieni, caratterizzate dalla presenza di 19 bastioni, di forma diversa in muratura.
Il Bastione dell'Arena, parte integrante del sistema cinquecentesco difensivo padovano, è costituito da un torrione di forma rotonda di 30 m di diametro. Due casematte, con volta a botte, ospitavano le cannoniere per difendere le cortine rettilinee laterali.
Recentemente un gruppo di speleologi e storici, sono riusciti ad entrare nell'area sotterranea del Bastione interrata da secoli. A cinque metri sotto la superficie dei Giardini, hanno scoperto l'esistenza di tre ampie gallerie intatte che disegnano una freccia dentro il torrione. Si tratta delle gallerie d'ingresso delle due casematte contenenti le feritoie per i cannoni, le cannoniere. Le feritoie oggi sono murate, ma dall'esterno si possono ancora vederne i contorni.

Proseguendo si arriva dietro il vecchio ex Macello dello Jappelli.
Il primo macello pubblico del quale si ha notizia è quello fatto costruire dai Carraresi nel 1398. Esso si trovava oltre il ponte delle Beccherie, cioè delle macellerie.
Nel 1818, il Comune di Padova, a seguito dell'estremo degrado delle vecchie “beccherie” poste nel centro cittadino e adiacenti alla regia Università, affidò all'arch. Giuseppe Jappelli, già progettista del Caffè Pedrocchi, il progetto del “Nuovo macello comunale” più decentrato.
Si scelse di edificare la nuova struttura tra il vecchio canale di Santa Sofia, oggi interrato e attuale via Morgagni, e il Piovego.
Il macello fu inaugurato nel settembre 1822. L’ architetto Giuseppe Jappelli ne fece un'opera d'arte con l'aspetto di un grandioso e maestoso tempio dorico, con un possente colonnato di ingresso. L’interno conteneva una grande sala circolare, sotto la quale si macellavano gli animali e due ampi corridoi laterali a colonne greche.
Con il rapido sviluppo della città, questo locale si rese insufficiente, ed il Municipio fece costruire oltre la via S. Massimo un nuovo macello moderno che venne inaugurato nel 1908.
II vecchio Macello dello Jappelli terminò la sua attività nel 1909, venendo trasformato nel 1910 a Scuola d'arte. Attualmente è sede storica del Liceo Artistico Pietro Selvatico di Padova, una Scuola d'Arte nata 150 anni fa.

Si arriva al Portello, antico porto fluviale di Padova con la sua bellissima Scalinata del '500 ritratta anche dal Canaletto e la maestosa Porta Ognissanti, costruita nel 1518, rivestita in pietra d’Istria e abbellita da otto colonne che poggiano su piedistalli che sembrano poggiare nelle acque del Piovego. La costruzione è sormontata da una torretta con orologio; nella parte destra, dove un tempo era collocato un leone di S. Marco è scolpito a rilievo un castello turrito, simbolo del dominio veneziano in terraferma; sopra l’arco trionfale due stemmi, uno della città di Padova e l’altro del Doge in carica Leonardo Loredan.
Oltre il ponte si trova l’Edicola di S. Maria dei Barcaioli del 1790, dove i viaggiatori assistevano alla messa prima di imbarcarsi sui burchi.

Rientro in battello alle Porte Contarine.

Durata: circa 75 minuti

Azienda
  • Consorzio di Promozione Turistica di Padova
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Durata
1 giorno

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