Tra le splendide architetture signorili che chiudono il lato settentrionale di Piazza Vittorio Emanuele II, emerge la Palazzina Santini, un edificio particolarmente significativo per il suo apparato decorativo, simbolico e allegorico riconducibile all’epoca risorgimentale.
Il palazzo, di probabile impianto rinascimentale, intorno alla metà dell’Ottocento apparteneva all’illustre astronomo Giovanni Santini. Nel 1860 all’architetto vicentino Antonio Caregaro Negrin venne affidato l’incarico di ristrutturare la dimora, sia negli interni che negli esterni. Il suo lavoro interessò in particolare il pianterreno, con l’apertura di tre eleganti arcate su pilastri.
Nei pennacchi dell’arcata centrale sono incastonate le effigi di Mazzini e Garibaldi; a queste, in linea verticale, corrispondono i ritratti sorridenti dei coniugi Santini. A celebrare gli ideali patriottici dei proprietari concorrono anche gli intonaci, basati sui colori verde, bianco e rosso, propri della bandiera italiana.