Costruito nel XVI secolo per Alessandro Contarini, questo edificio presenta tutt'oggi le caratteristiche architettoniche tipiche della villa veneta del Cinquecento: facciata tripartita, finestroni ad arco al piano nobile, elemento centrale con loggia balaustrata sia sul prospetto anteriore che su quello posteriore, grande atrio passante al piano terra che diviene salone ai due piani superiori ai quali si accede da una scala ricca di stucchi di stile sansoviniano. Nel corso del tempo, il palazzo ha subìto diversi cambiamenti, tanto nella sua destinazione d'uso quanto nella struttura e integrità: passò da casa di caccia a quella di campagna, da palazzo signorile a sede di istituti pubblici e religiosi, arrivando persino ad ospitare i comandi miliziani durante il primo conflitto mondiale. In quest'ultimo periodo, il palazzo visse il suo momento di massimo degrado; dopo aver perduto una delle due barchesse laterali per mano dei francesi nei primi anni del 1800, le truppe militari contribuirono a sfregiare e deturpare ulteriormente le opere presenti all'interno del palazzo e del suo giardino. Tuttavia, grazie ad un accurato restauro negli anni '80, ad oggi Palazzo Foscolo è divenuto un importante centro culturale, curato dalla Fondazione Oderzo Cultura e di proprietà del Comune di Oderzo dal 1978.
Al fine di promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale del territorio opitergino, l'edificio presenta diverse esposizioni al suo interno: l’ultimo piano è divenuto sede della Pinacoteca dedicata ad Alberto Martini (1876-1954), nonché dal 2008, in seguito ad un ulteriore arricchimento di opere, il piano terra è stato convertito nell’attuale GAMCO – Galleria Arte Moderna e Contemporanea Oderzo. La barchessa rimasta ospita invece il Museo Archeologico Eno Bellis, che espone diverse collezioni archeologiche cittadine, risalenti dall’età preromana fino alla tarda antichità.