Accanto al giardino di Villa Castellani Fancon, si trova la piccola chiesa di San Francesco.
Viene edificata per volere di Francesco Muzan agli inizi del Cinquecento, probabilmente su un edificio gotico di più modeste dimensioni, e diventa punto di riferimento della vita religiosa degli abitanti della contrada che lavorano le sue terre.
La facciata è molto semplice: è costruita su un basamento di pietra e porta un'iscrizione con la committenza e la data.
Ad eseguirla fu un architetto a noi rimasto ignoto che probabilmente era legato a Lorenzo da Bologna, operante in quel periodo a Vicenza.
II campanile, di fattura gotica, nel corso dei secoli ha subito numerosi interventi.
La canna è originale e risale al XV secolo, probabilmente contemporanea alla chiesetta preesistente a quella attuale. L'interno conserva tracce di fasce decorative che risalgono al 1507.
Sul pavimento ci sono due sigilli tombali, uno con lo stemma dei Muzan e uno con quello dei Castellani.
L'acquasantiera proviene dal Santuario di Santa Libera; la tazza risale al Trecento e costituiva la fonte battesimale della pieve.
Significativo l'altare Seicentesco caratterizzato da un timpano in stile ro-cocò, sorretto da due colonne.
La pala d'altare, realizzata in olio su tela, raffigura la Madonna con Bambino e Santi.
Il tabernacolo è dei primi anni del Settecento.
Con l'arrivo delle truppe napoleoniche la chiesa funge da rifugio per i militari e in seguito viene abbandonata.
Sottoposta a restauro nel 1836 da parte della famiglia Castellani, è restituita al culto.