La chiesetta, ristrutturata nel 1997, presenta una sola navata e un campanilino con cuspide in cotto a forma di pigna. All’interno del campanile c’è una campanella del 1729, sfuggita alle razzie di Napoleone Bonaparte.
All'interno della Chiesetta, sopra all'altare un tela rappresenta S.Giorgio Cavaliere mentre colpisce il drago. La devozione a San Giorgio, con la leggenda di questo suo atto di coraggio é antichissima.
L'atto di coraggio di S. Giorgio fu scelto come simbolo di religiosità e valore da molte popolazioni, soprattutto da quella Longobarda, popolazione guerriera per eccellenza.
La zona dell'attuale contrada Fochesati era abitata da un piccolo insediamento longobardo. La contrada Fochesati, dopo i Longobardi, fu abitata dai Cimbri. Altra tradizione riguarda i bachi da seta: il 23 aprile di ogni anno i bachicoltori si davano appuntamento, assistevano alla celebrazione della Messa e portavano con loro le uova dei bachi da seta che alla fine della celebrazione venivano benedetti con tutti i convenuti per un buon risultato delle loro attività. Questa cerimonia risale probabilmente al Quattrocento e continuò fino a quando durò l'allevamento dei bachi da seta, ovvero fino al 1975/76.
La chiesetta fu inoltre gestita da eremiti religiosi che pregavano, studiavano e vivevano di carità.