Il Museo Etnografico del Canal di Brenta si trova proprio lungo il fiume da cui prende nome e ospita una serie di oggetti, che raccontano di come si svolgeva la vita in questo luogo, di quali fossero le principali attività, ma soprattutto di come le persone si sono poste in dialogo con l’ambiente, sfruttando i boschi dell’Altopiano sovrastante per il legname, realizzando terrazzamenti sui quali coltivare soprattutto il tabacco. Ma il Museo documenta anche come ci siano state migrazioni, quando il tabacco non è stato più capace di sostentare le famiglie e remunerare la fatica di coltivare terreni così poveri.
La visita al museo inizia da quello che era il salone del palazzo e prosegue nel sottotetto, accompagnando il visitatore a conoscere un mondo fatto di oggetti, parole, pensieri, ma soprattutto persone, attraverso i motivi che hanno fatto la storia di questa terra, primo tra tutti la coltivazione e il contrabbando del tabacco con il lavoro sulle masière, i muri a secco che incantano chi passa di qui, come imponenti costruzioni sul vuoto.
Ma anche il rapporto con il fiume pescoso e le devastanti brentane, termine che per antonomasia evoca il disastro che lasciano dietro di loro le travolgenti piene. Fanno parte d questo paesaggio anche i viaggi in zattera, di cui oggi rimane il famoso Palio delle Zattere a fine luglio, il taglio del legame nei boschi e il trasporto lungo le vie del legno.