La storia di Nove, cittadina situata sulla destra del Brenta nella pianura di Bassano, a pochi chilometri da Marostica, ha origine dal fiume, che qui, nella parte nordorientale della provincia di Vicenza, acquista la massima ampiezza. Le terre stesse della città furono strappate alle acque, da qui il toponimo le “Terre Nove”; fu la vicinanza di “la Brenta” a determinare le fortune economiche della città e a definirne i connotati di “terra di ceramica”.
Del fiume venivano utilizzati i depositi di materiali alluvionali, sabbia e ghiaie, ciottoli di quarzo e di calcio carbonato, utilizzati per gli impasti ceramici. Del fiume si sfruttava l’energia idraulica per azionare i mulini ed i loro complessi macchinari usati per la miscelazione e la preparazione delle terre e delle vernici. In ultima, grazie al Brenta, si potevano trasportare il legname per i forni ed i prodotti finiti. Vennero costruiti una serie di canali artificiali, tra i quali la più antica è la Roggia Isacchina, citata già in alcuni documenti del ‘300.
Nel XVII° secolo la crescente richiesta e la diffusione in Europa delle preziose porcellane cinesi indusse i ceramisti olandesi ad imitarne la lavorazione invadendo anche i mercati della Serenissima; il Senato veneziano perciò, nel 1728, tentò di porvi rimedio stimolando la produzione interna con agevolazioni fiscali per chi fosse riuscito a produrre porcellane e a migliorare le Maioliche. La manifattura Antonibon fu la quinta in Italia in ordine di tempo a produrre la porcellana.
Il “Parapetto didattico” è formato da una serie di 11+1 pannelli di varie dimensioni realizzati da Giulio e Flavio Polloniato, con testi di Nadir Stringa, nel 1997 su piastrelle smaltate e decorate e poste sul lato est di Piazza De Fabris. Illustrano la storia di Nove e delle sue ceramiche a partire dal ‘700 e fino al primo ‘900 con richiami all’Istituto d’Arte e ai suoi direttori più illustri. Sui pannelli sono inseriti piatti e altri oggetti da tavola, che esemplificano i decori più comuni nelle varie epoche.
Chiude la serie la mappa del paese con indicati i principali edifici storici e l’elenco delle aziende ceramiche del territorio.