Il vallo, le mura e i palazzi.
Una passeggiata dentro e fuori le mura di Montagnana per osservare lo splendore della cinta medievale ed i raffinati edifici che abbelliscono il centro storico, un passato glorioso scritto in epoca medioevale e ingentilito durante la lunga dominazione veneziana
Montagnana, uno dei borghi più belli d’Italia e bandiera arancione del Touring Club Italia rappresenta un’eccellenza nel panorama delle città fortificate europee. La lunga cinta di mura, che racchiude il centro centro storico per quasi due chilometri, fu eretta nel corso del medioevo, tra il XIII e XIV secolo e si mostra ancora oggi fedele al disegno e all’opera di chi la progettò, grazie al suo perfetto stato di conservazione. Terra di mezzo, da sempre contesa tra le importanti città che la circondano, fu protagonista di aspre lotte per il suo dominio, per ottenere il quale lungo il corso dei secoli si fronteggiarono duramente i Signori d’Este, Ezzelino III da Romano, il comune e la Signoria dei Da Carrara di Padova, i Dalla Scala, i Visconti. Fu solo con l’inizio del XV secolo, quando Montagnana entrò a far parte della Repubblica di Venezia che la città poté godere di un lungo periodo di pace, rafforzato anche da un fiorente commercio basato sulla produzione di canapa, indispensabile per le finiture delle imbarcazioni prodotte dall’arsenale della città lagunare. Ne derivò un profondo fervore sociale, culturale ed artistico, ben rappresentato dalla costruzione del suggestivo Duomo di Santa Maria Assunta, abbellito dall’opera di grandi artisti chiamati in città da una committenza illuminata. Una passeggiata lungo un tratto del verde vallo, antica sede di un poderoso fossato difensivo seguita da un percorso lungo le suggestive vie del centro storico vi permetterà di ammirare eleganti scorci, di apprezzare la finezza con cui furono realizzati il Castello di San Zeno e la Rocca degli Alberi, di osservare la maestosa imponenza delle mura, di fantasticare sulla vita di chi nel tempo abitò i raffinati palazzi del centro storico, di perdersi nel ricordo delle grandi imprese del passato, in un’epoca sospesa tra medioevo e rinascimento.