La struttura attuale della villa è il risultato di interventi settecenteschi; a testimoniarlo è un mosaico sul pavimento del salone centrale al piano terra che affianca, al blasone della famiglia Contarini, l'anno 1723. Risalirebbe, quindi, a quest'epoca anche la costruzone dellasingolare facciata. Quest'ultima è caratterizzata da una anomale tripartizione, in cui la zona centrale, destinata ad ospitare tutte le aperture, è inquadrata da due pareti a muro pieno, ciascuna limitata da una coppia di lesene bugnate.
La porzione centrale del fronte, ad eccezione dell'attico, ospita tre aperture per livello: al piano nobile, sopra alla porta di ingresso con finestre affiancate, si trovano dunque altre tre porte, delle quali la maggiore è posta in mezzo. Tutte sono definite da un profilo ad arco con mascheroni in chiave e distinte da una terrazza indipendente, protetta da un parapetto in pietra poggiante su mensole. Un'eccezione allo schema è costituita dall'attico, dove compaiono solo de luci ai lati, mentre a chiudere l'asse di simmetria centrale, è una specchiatura che mostra nuovamente lo stemma dei Contarini, questa volta dipinto ad affresco.
Malgrado l'edificio sia vincolato dal 1954, le sue ultime vicende storiche sono state alquanto animate. Nei primi anni sessanta, l'urgenza di una ristrutturazione diventa l'occasione per un cambiamento d'uso che, sulla scorta, forse, di quanto si era realizzato a Villa Condulmer. Dopo alcune difficoltà, nel 1963 l'immobile diventa sede dell'albergo Ca' d'Oro e la conversione porta con sé una manomissione del fronte occidentale, dove viene aggiunta una sovrastruttura in cemento che ha cancellato completamente gli affreschi esistenti.
Ciò che si può ammirare ad oggi è il frutto di un ulteriore restauro che ha in parte restituito l'edificio al suo aspetto originario, nonostante l'aggiunta di una scala esterna in vetro con montanti in acciaio.