La villa, risalente al XVIII secolo e costruita su un impianto preesistente, era originariamente una casa di campagna per famiglie veneziane. Nel 1968 fu acquistata dallo scultore Toni Benetton, che la trasformò in residenza e sede espositiva delle sue opere.
La struttura presenta un impostazione veneziana, con linee architettoniche semplici. Le facciate sono sobrie, decorate solo da un balconcino in ferro battuto e da un timpano triangolare. All'interno, il piano terra ha pavimenti in piastrelloni e soffitto "alla Sansovina", con pareti decorate da stucchi essenziali. Un salotto ospita un elegante caminetto in marmo rosso di Verona, con decorazioni pittoriche raffiguranti imbarcazioni.
I piani superiori hanno pavimenti in terrazzo veneziano con stucchi anche nei soffitti. Il salone del primo piano conserva quattro riquadri a stucco che un tempo ospitavano dipinti della scuola di Marco Ricci.
Un lungo fabbricato adiacente ospita vari ambienti: ex cantine, serra, granai, una restaurata "casa del custode", sala maniscalco, scuderie (con mangiatoia in pietra e legno e boiserie a parete), e una seconda abitazione ristrutturata. A est si sviluppa la barchessa a doppia altezza, con uffici al piano terra e una zona sottotetto sopra il porticato, decorato con bassorilievi e un medaglione robbiano. La barchessa termina con la cappella gentilizia dedicata a Sant’Anna.
La villa è immersa in un parco di circa 20.000 mq, con alberi secolari, magnolie, un grande cedro del Libano, un’aia centrale con vera da pozzo, e ospita le “Macrosculture” di Toni Benetton, grandi opere integrate nel paesaggio.
Attualmente ospita:
- Il Museo Toni Benetton, nelle ex cantine e serra;
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L’Accademia Internazionale del Ferro, nell'ex atelier dello scultore;
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Il Centro di Documentazione Internazionale sul Ferro e altri metalli, in spazi adiacenti alla villa.