Il famoso Salone, centro nevralgico commerciale cittadino, si apre al nostro sguardo con un grandioso ciclo di affreschi a soggetto astrologico-astronomico di enorme bellezza ed affascinante mistero. Il ciclo di affreschi è suddiviso in 333 riquadri, si svolge su tre fasce sovrapposte ed è uno dei rarissimi cicli astrologici medievali giunti fino ai nostri giorni.
La stretta relazione tra le pitture e la funzione del luogo che le ospitava spiega la presenza delle varie figure di animali, a volte fantastici, che costituivano le insegne dei seggi del tribunale, alla cui funzione si collegano anche le allegorie della Giustizia, del Diritto, del Comune in Signoria e gli affreschi raffiguranti il Giudizio di Salomone e la scena di processo.
Nel Salone sono conservati la pietra del Vituperio, su cui i debitori insolventi erano obbligati a battere per tre volte le natiche, dopo essersi spogliati (la pratica è all'origine dell'espressione restare in braghe di tela), e il grande cavallo ligneo, restaurato e ridato al suo originale splendore, realizzato da Annibale Capodilista per una giostra e in seguito donato dalla famiglia alla città.
Avremo occasione di ammirare esternamente il Palazzo da Piazza delle Erbe ma, percorrendo il Volto della Corda, dopo aver ammirato alcune antiche unità di misura padovane, giungeremo anche in Piazza dei Frutti. La visita si concluderà in piazza dei Signori dopo averne ammirato i palazzi e ascoltato le storie e gli intrecci delle famiglie che li hanno costruiti.