Nelle antiche pergamene si legge che la cappella era molto piccola, larga sei passi, lunga nove e alta dieci piedi, ma dopo circa duecento anni, la popolazione di Fossò era molto cresciuta e si manifestava chiaramente l’esigenza di una chiesa più grande.
Si decise dunque a dare inizio ai lavori conservando, in parte, le strutture antiche. Sopra la facciata furono poste tre statue: San Bartolomeo, San Lorenzo e San Gaetano. Vi furono sistemati i tre altari tradizionali: del SS. Sacramento, della Madonna e di San Lorenzo. Nel 1836 si aggiunse una cappellina in onore di Sant’Antonio, e in epoca successiva una in onore di Santa Eurosia, invocata contro la grandine. La chiesa possedeva molti arredi di pregio che furono venduti nel corso del tempo, specie nel momento in cui serviva denaro per portare a termine i lavori di ristrutturazione.
Tra le opere d’arte che ancora si conservano, merita di essere ricordato l’affresco sul soffitto che rappresenta “La gloria di San Bartolomeo”, opera attribuita a Giambattista Canal, artista attivo alla fine del Settecento. Interessante, dopo i recenti restauri, si è dimostrata anche la pala dell’altare maggiore con il “martirio di San Bartolomeo”. Per questo dipinto è stato fatto il nome di Pietro Antonio Novelli, artista che fu presidente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Dopo alcuni anni di abbandono e di oblio, la chiesa del Settecento è stata oggetto di un attento restauro, concluso nel 2005, che l’ha riportata all’antico splendore.