Dotata inizialmente di una sola ruota a schiaffo azionata a vapore, l’idrovora fu potenziata nei primi decenni del Novecento: prima con due pompe centrifughe con motore a gas povero e quindi con altre due pompe fornite di motore diesel della ditta Franco Tosi. Oggi l’impianto è in grado di sollevare 13.500 litri al secondo.
Nei locali dell’antica carbonaia, dove un tempo veniva riposto il combustibile per azionare i possenti motori dell’idrovora, è stato ricavato un centro di documentazione dotato di un archivio documentario e fotografico con diversi filmati storici sull’epopea della bonifica. Il museo, che conserva un dettagliatissimo modellino in scala della storica ruota “a schiaffo”, suggestiva icona della fase primigenia della bonifica meccanica, rappresenta un punto di partenza ideale per la scoperta del territorio, verso le pregevoli aree naturalistiche e ricreative vicine, quali Ca’ di Mezzo, o altri impianti idrovori.