Venne costruito ad inizio del XVIII secolo, secondo le fonti nel 1707, a seguito del rilascio della concessione. Si trova lungo l’affluente della Chiavona, la Ciaonela, presso la località Grumale e prese il nome dal soprannome della famiglia Brazzale che al tempo era la proprietaria.
Un molino intestato a Iseppo Brazzale, nella valle della Rocca, era già datato nel 1699, quando gli eredi di fu Iseppo Brazzale chiesero alla Serenissima la supplìca (ovvero il permesso) di costruire un molino “con una sola ruota a copedello, per macinare lo strame ad uso del paese, situato tra le valli e monti di Calvene”.
Fu utilizzato per la produzione della farina da sorgo (mais) utilizzando l’acqua che proveniva direttamente dai torrenti che correvano lungo la Val de Ciòda e la Val Porca, che confluivano ai piedi del crinale della Rocca.
Ebbe un ruolo importante durante la resistenza partigiana, in quanto veniva utilizzato per macinare di nascosto durante la notte per i partigiani, evitando così i divieti imposti dai fascisti.