La sontuosa residenza fu commissionata dal conte Tommaso Piovene nel 1514 su preesistenze; alcuni decenni più tardi fu ristrutturata ed ampliata.
Incerta è l’attribuzione al Palladio di questa magnifica villa, che si mostra con i caratteri tipici del grande architetto: un corpo centrale con pronato coronato da timpano e due ampie barchesse con colonnati che si aprono verso la campagna.
Agli inizi del Settecento, l’architetto luganese Francesco Muttoni intervenne nella villa ma soprattutto progettò la sistemazione esterna con il portone di accesso, ricco di statue e lavorazioni in ferro battuto, e la sontuosa scalinata che copre il dislivello, attraversando i bellissimi giardini all’italiana.
Merita una visita il grande parco all’inglese con i silenziosi viali, le grotte e le piante secolari, tra cui grandi cedri del Libano, disegnato da A. Piovene agli inizi dell’Ottocento.
Nel contesto ambientale bene si inserisce l’oratorio privato di San Girolamo, del 1496.
Villa Piovene Porto Godi ha da qualche anno aperto i cancelli al pubblico, rivelando i propri spazi inediti. E' possibile visitare il giardino, la cappella privata e il grande parco all'inglese.