Tra i tesori nascosti della Pedemontana del Grappa, la chiesetta di San Martino a Castelcies è senz'altro uno dei più preziosi.
La bellezza di questa piccola chiesetta adagiata su un prato tra i boschi, il breve sentiero da percorrere per raggiungere il suo sagrato naturale e la semplicità della struttura la rendono una meta a dir poco poetica, dov'è bello sedere nella pace per pochi minuti o sostare più a lungo all'ombra degli alberi.
La chiesetta di San Martino è stata edificata nell’anno 1000 circa. Poco più in alto sorgeva un sito castellare, di cui rimangono solo poche rovine,edificato all’epoca di Enrico II (1002-1024) da Gherardo Maltraverso. Il luogo era strategico per il controllo della pedemontana e lo sbocco in pianura del fiume Piave. Il castello fu assediato e completamene distrutto nel 1284 da Gherardo Da Camino, nel corso delle feroci dispute tra i Caminesi, i Collalto, gli Ezzelini e i vescovi di Treviso, Feltre e Belluno, per il dominio delle contee trevigiane e feltrine.
Al suo interno sono custoditi due reperti in pietra: una stele con due facce recanti un’iscrizione in alfabeto retico-etrusco e in latino antico, preziosissima testimonianza dei due popoli antichi che hanno vissuto i colli del pedemonte.
A questa si contrappone la stele funeraria di Calpurnio Saturnino, un personaggio locale di epoca romana.
Le facciate interne sono decorate con una serie di affreschi 1568 eseguiti da Marco da Mel.