Far conoscere in Italia e nel Mondo la tradizione vitivinicola locale attraverso i Vini Breganze DOC: questo è l’obiettivo che accomuna e unisce i Soci della Cantina Beato Bartolomeo. Qui, dove Andrea Palladio costruì alcune tra le sue ville più belle, si coltiva la vite da più di mille anni per produrre vini gentili e preziosi che sono l’orgoglio e il vanto di questa terra.
L’impegno della Cantina Beato Bartolomeo si è concentrato negli ultimi anni nell’accrescimento qualitativo di ogni singolo aspetto della filiera produttiva. Il lavoro degli agronomi è teso a seguire i soci conferitori fin dalla scelta delle varietà da mettere a dimora e della tecnica di allevamento, consigliandoli e indirizzandoli su potature e pratiche agronomiche. Solo uva sana e di qualità può dare vino di qualità: su queste basi la Cantina Beato Bartolomeo premia il lavoro dei propri soci con un’attenta analisi delle uve in entrata e il riparto degli utili in proporzione alla qualità delle uve conferite.
Un meccanismo che sta incentivando i produttori a diminuire le rese per ettaro e a curare la qualità del raccolto, vendemmiando in cassetta come già avviene per 1000 quintali di uve ogni anno. I risultati di questi sforzi sono ben percepibili nelle linee di vini superiori firmate Beato Bartolomeo.
Attualmente sono circa 700 i Soci conferitori. Con 50.000 quintali di uve lavorate e circa 2 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, la Beato Bartolomeo copre da sola oltre il 70% della produzione della DOC Breganze.
Da sempre rappresenta il punto di riferimento per l’enologia breganzese. Nel corso degli anni l’azienda ha saputo aggiornare i propri impianti con massicci investimenti che le consentono oggi di vantare tecnologie tra le più avanzate nel settore enologico. La sua struttura, moderna e funzionale, conserva ambienti di pregio, come la vecchia bottaia – che gode del fresco naturale consentito dai suoi 15 metri di profondità.