Mappa 900

Legnago nel Novecento

Via Giacomo Matteotti, 39 , Legnago - 37045

Il XX secolo a Legnago si aprì con una radicale sistemazione delle principali strade del centro storico e con la realizzazione di un primo tratto di rete fognaria. Non senza difficoltà, per gli elevati costi di gestione, nel 1910 fu introdotta anche l’illuminazione elettrica, che diede indubbiamente un volto nuovo alla cittadina. Le frazioni, invece, dovettero attendere l’inizio degli anni Venti per ottenere un’estensione della rete. Nel frattempo, nel 1908, era iniziato l’abbattimento delle mura anche a sinistra Adige e così l’abitato di Porto, al pari di quello di Legnago, poté iniziare ad espandersi. Alla destra del grande fiume, invece, l’espansione edilizia venne potenziata grazie all’opera di don Davide De Massari che fondò una cooperativa per la costruzione di case popolari pagabili a riscatto; il primo gruppo di abitazioni realizzato su quella che non a caso oggi è la via intitolata a De Massari venne consegnato nel 1905. Nel 1925 fu aperto in tutta la sua interezza l’importante viale dei Tigli che oggi congiunge la zona nord dell’abitato con il sottopasso ferroviario chiamato dai legnaghesi porta Ferrara. Sul viale si affacciano, procedendo da nord verso sud, numerosi villini liberty oltre all’ex sede dell’Opera Nazionale Balilla oggi palestra del Liceo Giovanni Cotta, e l’edificio delle ex scuole tecniche Cavalcaselle, inaugurato nel 1909, oggi sede del Liceo Cotta. Poco prima dell’incrocio con via Gramsci sulla sinistra si può ammirare ancora oggi l’edificio degli ex bagni pubblici aperti nel 1924. Sempre nel 1924 fu terminato il cosiddetto “palazzone”, il primo condominio di Legnago, che ancora oggi, dopo essere scampato ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, campeggia in fondo a piazza Garibaldi. Non si può dire che il fascismo abbia inciso profondamente sull’assetto urbanistico e architettonico di Legnago. Tuttavia proprio al Ventennio si devono alcuni esempi di architettura razionalista come il monumento ai caduti situato in piazza San Martino che ricorda una “classica” torre littoria (inaugurato nel 1937) e la Casa del fascio a Ponte Fior di Rosa, risalente al 1938 e oggi sede dell’Agenzia delle entrate. Di fronte al monumento ai caduti, si affaccia su via Carlo Rosselli il forno comunale ristrutturato negli anni Venti con un tipico gusto medievaleggiante. Edifici simili si possono ammirare in via Fiume e in via Marsala. A ricordare uno dei momenti più tragici del ‘900, l’armistizio dell’8 settembre 1943, all’inizio di via Bezzecca, provenendo da via Roma, è stata posta una targa che ricorda il sacrificio di due soldati dell’esercito italiano che si rifiutarono di cedere le armi dinanzi all’occupazione tedesca della città. La vecchia Legnago fu distrutta al 70% dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e la città che oggi si può osservare è perlopiù frutto della ricostruzione post bellica.
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Booklet di Legnago - pdf 6.94MB

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