La valle nasce come risultato delle modificazioni del territorio effettuate dalla Repubblica Serenissima a partire dal XVII secolo, culminate con lo scavo del Canale Novissimo del Brenta, che stabilì i confini tra terraferma e bacino lagunare.
Oasi dal 1985 e Riserva Naturale dello Stato in convenzione con il Ministero dell'Ambiente, il WWF ne gestisce circa 200 ettari. Molto più ampia, 500 ettari, l'area identificata come Zona umida di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar.
La notevole diversificazione degli habitat è legata al gradiente salino, alle diverse quote del suolo e al diverso substrato, in certe zone sabbioso. La presenza di acqua dolce e salmastra, tipica delle valli da pesca, garantisce una significativa varietà ambientale, con circa 400 specie di flora e numerosi habitat vegetali.
Sono inoltre circa 241 le specie di uccelli acquatici. Interessante anche l'erpetofauna: tra i rettili si può osservare la testuggine palustre europea, qui con una popolazione significativa, mentre tra gli anfibi sono presenti la raganella, il rospo smeraldino, la rana verde e la rana di Lataste. Tra i mammiferi da segnalare la presenza del raro moscardino, della donnola, del tasso e di alcune coppie di volpi.