Un particolare importante del Palazzo è un interessantissimo cornicione ancor oggi visibile sul lato del Palazzo che dà su via San Giovanni in stile rinascimentale, realizzato in cotto e purtroppo interrotto per la costruzione di una finestra all’inizio del ‘900. Analizzando nel dettaglio la facciata, di notevole interesse sono le finestre con arco a tutto sesto realizzate con decorazioni in cotto e una serie di poggioli costruiti in diverse epoche. Il pianterreno è invece caratterizzato dagli archi del portico che attraversano tutti gli edifici della via fino all’ex Caffè grande oggi sede di un istituto di credito. Gli archi del portico sono dello stesso periodo dell’intero palazzo e sono sorretti da pilastri in cotto.
Nonostante la forma maestosa, Palazzo Rosini ha subito, nel corso dei secoli, vari interventi che ne hanno modificato in parte l’aspetto estetico, togliendogli unicità ed omogeneità: la struttura è stata infatti suddivisa in diverse proprietà che, nel tempo, hanno provveduto a stravolgere gli spazi interni del Palazzo mentre uno dei proprietari con molto buon gusto, ha provveduto al restauro dell’unica stanza decorata nella prima metà dell’Ottocento da Francesco Saraceni, pittore ferrarese che, assieme al pittore veneziano Giovanni Abriani, eseguì nel 1855 le decorazioni pittoriche del Teatro Sociale.
Entrando a visitare gli interni del Palazzo, è solo una stanza al primo piano a conservare ancora oggi alcune decorazioni pittoriche, che spiccano oltre ai soffitti lignei: le pareti di questa sala sono suddivise in nove quadri pittorici che raffigurano alcuni momenti storici legati a nobili famiglie italiane alternati da alcune raffigurazioni allegoriche, quali la Poesia, due bagnanti, l’Agricoltura, le Arti, il Commercio e l’Industria accanto ad episodi della Famiglia Medici e al rapimento delle spose veneziane da parte dei ciprioti.