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Legnago fortezza del Quadrilatero

Via Giacomo Matteotti, 39 , Legnago - 37045

Chiunque visitasse la Legnago di oggi stenterebbe a credere di trovarsi di fronte a una città un tempo fortificata. Fatta eccezione infatti per il vecchio Torrione, unica traccia dell’antica rocca medievale, quasi nessuna testimonianza è rimasta della plurisecolare storia militare e difensiva della piazzaforte. Eppure, oltre che per essere la città natale di Antonio Salieri, Legnago viene solitamente ricordata per aver fatto parte tra il 1848 e il 1866 del Quadrilatero, il famoso sistema difensivo austriaco nel Lombardo-Veneto, ai cui vertici erano collocate anche le fortezze di Verona, Peschiera del Garda e Mantova. Pochi inoltre sanno che le maestose fortificazioni di Legnago utilizzate prima da Napoleone e poi dagli Austriaci risalivano in realtà all’epoca della dominazione veneziana. All’indomani della guerra combattuta da Venezia contro la Lega di Cambrai (1509-1516), Legnago e la sua rocca, epicentro di cruenti scontri, risultavano completamente distrutte. Cessate le ostilità il Senato veneziano, considerando la cittadina atesina di imprescindibile importanza strategica, propose di ripristinare con celerità le difese. Il progetto fu affidato al celebre architetto Michele Sanmicheli che concepì una nuova fortezza a pianta esagonale, munita di spesse mura, terra pieni e bastioni, circondata da un profondo fossato e ampie spianate. I lavori iniziarono nel 1525 e si prolungarono per circa settant’anni, non senza difficoltà e rallentamenti, dando forma ad un manufatto imponente (4200 metri di perimetro e 3,5 metri di altezza) destinato a mutare profondamente il paesaggio urbano dei successivi tre secoli. Durante l’occupazione francese (1796-1814) e austriaca (1814-1866) la fortezza di Legnago venne più volte sottoposta a lavori di risistemazione e rafforzamento, senza tuttavia che l’antico assetto fortificatorio veneziano venisse stravolto. All’interno delle mura invece nel corso dell’Ottocento furono costruiti diversi nuovi edifici funzionali alle attività belliche (caserme, magazzini, ospedali). Tra questi, ad esempio, l’ospedale militare austriaco, oggi sede del prestigioso Centro Ambientale Archeologico, fu realizzato riadattando uno stabile in precedenza utilizzato dai Francesi come caserma di cavalleria. Dopo l’Unità d’Italia, venute meno ormai le esigenze difensive, e complici le terribili rotte dell’Adige del 1868 e del 1882, la cinta magistrale fu completamente abbattuta, a partire dal 1887, per fare spazio a nuovi quartieri. Oggi di quelle antiche mura non restano che pochi lacerti visibili lungo via Leopardi e nel sito delle ex-cantine Petternella. Presso piazza Garibaldi invece una serie di pannelli esplicativi segnalano il punto in cui sorgeva un tempo porta Mantova. Si sono conservati inoltre cinque leoni alati in marmo bianco, simbolo della Serenissima, che adornavano le porte della fortezza e alcuni tratti della cortina muraria. Uno di questi è esposto presso il lapidario della Fondazione Fioroni, dove è possibile visitare anche lo splendido museo del Risorgimento, che raccoglie preziosi e unici cimeli dell’epopea risorgimentale legnaghese.
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Booklet di Legnago - pdf 6.94MB

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