A poca distanza dal centro abitato sorge la Chiesa di San Michele sul colle omonimo.
Si tratta di una piccola costruzione con una navata a pianta rettangolare di m 11,50x 7,40 e un presbiterio di m 5,80x 5,10. I muri perimetrali intonacati sono di sasso, il coperto è in legno. L'edificio risalente alla seconda metà del Quattrocento, è stato recentemente restaurato e mette in evidenza una fondamentale semplicità di linee con una chiara validità artistica. All'interno gli affreschi del Quattrocento "Madonna e Bimbo, San Sebastiano e San Rocco" che insieme costituiscono l'Altare di San Rocco e " Cristo fra due Angeli" ,facente parte dell'Altare della Pietà, sono splendidamente conservati.
Estratti da "Sulle rive dell'Astico":
La chiesa di San Michele si trova nominata per la prima volta nel testamento di Vincenzo quondam Giulio di Chiuppano in data 17 novembre 1417.
Dall'erezione della prima cappella fino allo smembramento e separazione di Chiuppano dalla pieve matrice di Caltrano, avvenuta il 18 maggio 1419, l'arciprete di Caltrano era obbligato a celebrare la Messa in una delle due chiese, San Michele e San Daniele, almeno due volte alla settimana.[...].
La più antica descrizione della chiesetta di San Michele, l'abbiamo nella visita pastorale del vescovo di Padova Pietro Barozzi, il 29 ottobre 1488.
"La chiesa di San Michele, dista da quella di San Daniele, che si trova nel luogo del castello per un tiro di sasso. [...]
Vi sono presenti due altari; uno aderente alla parete settentrionale, l'altro alla parte australe. Tutti questi altari sono consacrati. Il tetto, il pavimento e le capriate sono tutte in buono stato. Ha il campanile a sinistra della porta occidentale con una campanella. Ha due porte. L'altare maggiore ha una pala. Al lato destro vi è l'altare della pietà con immagini ed è costudito il SS.mo Sacramento. Questa chiesa non ha la sacrestia. Il fonte battesimale a destra della porta occidentale è ben conservato. Tutto intorno si seppelliscono i morti".
Questo lo stringato stile con cui il segretario (o ammanuense o notaio) del vescovo stese la relazione pastorale.