Rifacendosi a consuetudini riscontrate anche in altre parti del Vicentino, è probabile che sul Colle sorgesse un tempietto pagano, che S. Prosdocimo, primo evangelizzatore delle terre venete, avrebbe fatto abbattere, facendo costruire una cappella dedicata alla Vergine. Successivamente ingrandita, avrebbe dato origine alla pieve di S. Maria Assunta (sec. VII - XIII), in stile bizantino.
Essa custodiva la fonte battesimale e il Camposanto. L'edificio primitivo probabilmente sorgeva sull'area del coro attuale. Attorno ad esso nel X secolo si costruì il Castello a difesa contro le invasioni degli Ungari.
Nel Trecento la costruzione è più ampia. Nello spazio elevato c'erano tre altari: vi si accedeva dall'aula per mezzo di gradoni. L'Altare centrale era dedicato a Santa Maria; di fianco sulla parete meridionale era addossata la Cappellina dei Santi Leonzio, Capoforo, Eufemia e Innocenza.
Sulla parete settentrionale si apriva una nicchia in cui era venerata un'immagine miracolosa detta "Santa Liberata" o "Santa Libera". Per essa i documenti ufficiali propongono i nomi di S. Maria Antiqua, Maria Assunta, S. Anna.
Il primo ottobre 1640 il Vescovo Bragadin intitola l'altare a Santa Maria Liberatrice, che diventa il nome ufficiale.