Da alcune notizie storiche si conosce che nel 737 la pieve di San Polo venne affidata ad Aquileia, ed è proprio in quell'anno che, per la prima volta, si sente parlare di San Giorgio. E' quindi molto probabilmente che la chiesa sia stata costruita tra il VII e l'VIII sec d.C. Altre notizie antiche sulla pieve si hanno nel 1034 in un documento che elenca le Pievi tra i fiumi Piave e Livenza. Nel 1147 Eccelino il Balbo partì per una crociata; al ritorno vittorioso sui Saraceni ottenne in feudo la Villa di San Polo e l'avvocazia (ufficio nobilissimo con compito di amministrazione, difesa, tasse, gabelle, vassalli e dipendenti) di San Polo e San Giorgio. Ma nel 1292 il Patriarca Raimondo chiede la restituzione agli Eccellini dei beni affidati in feudo, e cominciarono così a volare scomuniche e successivamente battaglie e guerre tra i due contendenti. La storia della chiesetta proseguì lungo i secoli fino all'ampliamento del XVIII sec, in cui fu aggiunta l'abside, furono conseguentemente persi due episodi della storia di San Giorgio.
Al suo interno è conservato uno stupendo ciclo di affreschi recentemente attribuiti a Giovanni di Francia (circa 1420 –1480), pittore che nella prima parte della sua vita operò nel feltrino lasciando numerosissime testimonianze tra le quali un’Ultima Cena adoperando antecedentemente gli stessi cartoni di San Giorgio a Servo di Sovramonte. Del ciclo originario fanno parte in senso orario da sinistra per chi entra “La Madonna del Rosario con San Francesco”, l’Ultima Cena, la Storia di san Giorgio in quattro “Capituli” dei quali sono andati perduti i due centrali nell’ampliamento seicentesco per creare l’abside, i santi Sebastiano e Bernardino da Siena e i Santi Giacomo Maggiore e Antonio Abate. Nella chiesa vi sono altri affreschi di epoche successive quali due Madonne col Bambino, una datata 1520 e l’altra databile alla fine del XV secolo, un San Rocco del XVI secolo e un San Martino del XVIII secolo. Vi era anche un affresco posto all’esterno della facciata principale raffigurante un’altra Madonna col Bambino di cui purtroppo non c’è più traccia. L’Ultima Cena è senza dubbio l’affresco più noto e caratterizzato dalla presenza sulla tavola del vino rosso e dei gamberi, prodotti tipici di San Polo anche all’epoca dell’affresco.
Il primo affresco della Storia di San Giorgio rappresenta il cavaliere che incontra la principessa figlia del re della città di Selene che si immola in riva al lago per placare il drago che minaccia la popolazione. Sotto l’affresco vi è una scritta nella lingua volgare del tempo che racconta l’episodio. Nell’ultimo quadro, San Giorgio dopo aver ammansito il drago e liberato la città di Selene, battezza gli abitanti rappresentati dal re, dalla regina e dalla principessa.
Opuscolo consigliato "Cimadolmo, Ormelle, San Polo di Piave", Le Tre Venezie, Copia consultabile presso Iat di Oderzo.