Il parco Cittadella Vigodarzere, ora proprietà Valmarana, è stato progettato da Giuseppe Jappelli, all’inizio del 19° secolo, che istituì nel Veneto una sorta di modello all’inglese. Il parco si estende su una superficie di circa 14 ettari, inizialmente delimitato e protetto da un fossato lungo la strada della campagna circostante. Per la creazione del parco e per movimentare il sito, in origine piatto, lo Jappelli utilizzò il terreno di sbancamento del lago e del fossato perimetrale. Il lago ha una superficie di circa un ettaro e mezzo. Gran parte delle rive e l’isolotto sono salvati dall’erosione dell’acqua dalle radici di numerosi taxodium piantati negli ultimi 80 anni proprio per questa importante funzione. Altra caratteristica del lago è che, nonostante la sua modesta dimensione, è stato disegnato in modo tale che da ogni parte ci si ponga non lo si riesce mai a vedere tutto. Il tempio, nei pressi del lago, parzialmente distrutto dalle due guerre mondiali, è stato dedicato dall'architetto alla rievocazione della tragica fine dei cavalieri templari. Oggi sono comunque salve e visitabili le tre sale dedicate ai riti massonici. La Villa, le 5.000 piante del bosco, 4 chilometri di sentieri, cinque ponti in legno di quercia e robinia, due serre, due barchesse, la ghiacciaia e la famosa “casetta delle anitre” completano il sito.
Eccellenze della villa: La Villa è un imponente volume a pianta rettangolare e a sviluppo longitudinale rivolta verso il parco. L'edificio si sviluppa su tre piani, poggianti su uno zoccolo ove le buie cantine sono spesso sotto il livello della falda. Gli interni a piano terra sono costituiti da una serie di ambienti in successione mentre il secondo e terzo piano sono destinati a camere residenziali, librerie e salotti. Di interesse la sala da pranzo, arredata con i mobili originali e decorata dagli affreschi di Michele Fanoli sul soffitto e da alcune tele di Chiara Dario Varotari raffiguranti alcuni membri delle famiglie Cittadella e Vigodarzere. A seguire il salottino del caffè con i quattro tavolini identici agli angoli, la sala biliardo con stampe inglesi e due salotti, uno affrescato sul soffitto da Michele Fanoli dove risalta il foro praticato dai militari inglesi al centro dell’affresco per appendere una lampada…. Degli edifici annessi va citato l'oratorio neoclassico, progettato da Angelo Sacchetti.
Eccellenze del contesto: Originariamente nel parco sono state messe a dimora circa 30.000 piante di diverse essenze particolari, studiate appositamente per accompagnare il visitatore nel “percorso iniziatico”. Oggi è andata perduta l’originaria sistemazione delle varie essenze, alcune per epidemie (platani, ipocastani e querce), altre per un naturale minor adattamento al clima. Attualmente si possono contare oltre 5.000 piante ad alto fusto delle quali almeno sei originarie della prima piantumazione; cinque platani e una quercia di oltre 220 anni che sono oggetto di costante attenzione e manutenzione. Quattro dei cinque platani hanno una circonferenza alla base di oltre 7,5 metri.